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La storia


  • Epoca Romana

    L'area oggi compresa tra piazza San Sepolcro e piazza Pio XI, dove sorgono la chiesa del Santo Sepolcro, la Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana, era occupata in età romana dal Foro, centro della città.

    Le indagini archeologiche hanno rivelato che la struttura topografica della zona e il suo tessuto stradale sono riconducibili all'andamento di un reticolo viario romano. Tratti di lastricato stradale romano sono stati trovati in via Spadari, via Speronari, via delle Asole e in via Moneta. Se si presta fede a un documento del IX secolo, che parla del "forum publicum non longe a moneta" (foro pubblico non lontano dalla zecca), nelle vicinanze del Foro doveva trovarsi anche l'edificio della zecca della città.

    Le testimonianze archeologiche relative al Foro sono significative, se pur scarse: parte delle lastre di marmo bianco di Verona della pavimentazione originaria furono reimpiegate nel pavimento della cripta della chiesa del Santo Sepolcro.

    In età medievale il centro della città si spostò in piazza Duomo, polo della vita religiosa, mentre cresceva l'importanza di piazza Mercanti, polo laico e commerciale.

  • Medioevo

    Nel 1030 Benedetto detto Rozone, maestro di zecca, fece costruire un tempio "ad scurolum", ovvero dotato di una cripta sotterranea, nel centro di Milano sul proprio terreno. L’arcivescovo Ariberto da Intimiano nel 1036 dedicò solennemente la chiesa alla Santissima Trinità.

    La Santissima Trinità fu al centro di un episodio delle prime lotte religiose milanesi. Nel 1066, dopo aver ricevuto la scomunica papale, l’Arcivescovo Guido da Velate radunò i suoi fedeli in Santa Tecla e accusò pubblicamente i patarini Arialdo da Cucciago ed Erlembardo Cotta di danneggiare la chiesa ambrosiana, scatenando così degli scontri che si protrassero per giorni, in cui i due riformatori vennero attaccati. Arialdo, ferito gravemente, si rifugiò nella chiesa di Rozone ed esortò i suoi compagni a non vendicarsi, ma anzi a deporre le armi e a pregare sulla tomba di S. Ambrogio per la riappacificazione della Chiesa milanese. Erlembardo, che invece riuscì a difendersi, andò in pellegrinaggio in Terra Santa e si consacrò Cavaliere di Dio sul Sepolcro di Cristo, diventando così il primo "Cavaliere del Santo Sepolcro".

    La Prima Crociata (1096-1099) vide tra i suoi protagonisti molti cavalieri milanesi, tra cui Benedetto Rozone di Corticella, pronipote del fondatore della Santissima Trinità, Ottone Visconte dell'Arcivescovado, capostipite dei Visconti, Ardizzone di Rho, Giovanni da Rho e Pietro dei Salvatici, che furono i primi ad entrare nella Città Santa. Per commemorare l’anniversario della conquista di Gerusalemme, al suo ritorno Benedetto Rozone fece rimaneggiare la chiesa di famiglia, dedicata solennemente al Santo Sepolcro il 15 luglio dell’anno 1100. Affinché i pellegrini potessero partecipare in sicurezza alle celebrazioni l'Arcivescovo Anselmo da Bovisio stabilì una tregua di quindici giorni per ogni contesa; nella stessa occasione istituì la festività del Santo Sepolcro, da celebrare ogni anno con solenni processioni e un mercato, e decretò che fosse concessa un’indulgenza per i peccati commessi a chi non avesse potuto andare al Sepolcro di Gerusalemme e si fosse recato invece a quello di Milano.

    Nel corso del XII secolo la chiesa fu anche dedicata alle sante Maddalena e Marta.

  • Secoli XVI-XVII

    Dal XII al XV secolo le notizie sono scarse, ma resta una testimonianza di Leonardo da Vinci che durante un suo soggiorno milanese disegnò la chiesa. Lo schizzo conservato all'Institut de France presenta un rilievo "sopra terra e sotto terra": la chiesa superiore presenta tre navate, separate da colonne e precedute da un breve atrio, e un’area presbiteriale con tre piccole absidi semicircolari; la chiesa inferiore corrisponde in tutto all'altra. La facciata dell’edificio è già caratterizzata all’esterno da due torri, al cui interno sono ricavate due scale a chiocciola che mettono in comunicazione la chiesa superiore con quella inferiore.

    Lungo il ‘500 aumenta l’attività pastorale del Santo Sepolcro: nel 1527 vi nasce con il nome di "Sodalizio del Sacro Cuore di Gesù sotto l'invocazione di Santa Maria Maddalena al Sepolcro" una congregazione di pie donne che quattro volte all'anno si riuniscono ad adorare il Santissimo Sacramento per quaranta ore; a partire dal 1532 San Gerolamo Emiliani e i padri Somaschi riuniscono nella cripta i ragazzi orfani o poveri per sottrarli ai pericoli della strada.

    Il Santo Sepolcro subisce forti trasformazioni devozionali e strutturali sotto i Borromeo: a quest’epoca risalgono la dedica del tempio a Maria Maddalena e l’istituzione della festa di San Gerolamo. San Carlo Borromeo nel 1584 affida il complesso alla congregazione degli Oblati, che vi favoriscono le devozioni in memoria della Passione, della Morte e della Sepoltura di Cristo. San Carlo, che chiama Santo Sepolcro la “palestra dello Spirito Santo”, istituisce la festa dell’Invenzione della Croce: in quell’occasione si tiene una processione dal Duomo al Santo Sepolcro con il crocifisso contenente il Sacro Chiodo, seguita dall’adorazione di Quaranta Ore della reliquia; inoltre, sulla facciata della chiesa viene affisso un enorme quadro rappresentante San Carlo e Sant’Ambrogio in adorazione della Croce recante il Santo Chiodo. Durante il suo arcivescovato (1587-1631) Federico Borromeo fonda nei pressi della chiesa la Biblioteca Ambrosiana e nel 1605 affidò i lavori di rifacimento delle strutture del Santo Sepolcro all'architetto Aurelio Trezzi, che diede all’edificio superiore l'attuale aspetto in stile barocco .

  • Secoli XIX-XX

    Dopo il periodo di scioglimento della congregazione voluto dal Governo Italico di Beauharnais, l’Arcivescovo Carlo Bartolomeo Romilli riporta gli Oblati nella chiesa del Santo Sepolcro, che resterà parrocchia dal 1849 al 1929. La gestione del tempio vede la stretta collaborazione degli Oblati coi Dottori dell'Ambrosiana, tra cui spiccano il Prefetto Mons. Antonio Maria Ceriani e il suo successore Mons. Achille Ratti, poi Papa Pio XI, che celebrano regolarmente la Santa Messa e si occupano del catechismo dei ragazzi. Il culto del Santo Sepolcro rifiorisce in quegli anni anche grazie ai Cavalieri del Santo Sepolcro dell'Italia Superiore, che dal 1928 al 1940 stabiliscono la loro sede nella chiesa, adattando a Sala del Capitolo la grande Sacrestia.

    Nel 1929 la Parrocchia viene definitivamente soppressa: la proprietà della chiesa passa alla Biblioteca Ambrosiana; il titolo parrocchiale di Santo Sepolcro è trasferito alla Chiesa di S. Cristoforo martire, fuori Porta Genova; gli Oblati si spostano definitivamente nella nuova sede di corso Magenta; la chiesa viene officiata dai sacerdoti addetti alla Biblioteca Ambrosiana, con il Prefetto della Biblioteca nella carica di Rettore della chiesa, fino al decreto con cui il Cardinal Schuster stabilisce che sia nominato Rettore un Sacerdote diocesano scelto dall'Arcivescovo.

Il Foro di Milano

Il foro era il centro commerciale della città romana: lungo tutto il perimetro si aprivano delle tabernae (botteghe), sul lato occidentale si affacciava probabilmente la Zecca imperiale, mentre su quello orientale vi era il mercato (macellum).

Il pavimento della cripta del Santo Sepolcro, realizzato con le lastre della pavimentazione del foro romano.